Immagini rubate online: cosa deve fare una camgirl
Lavorare online come camgirl significa anche essere consapevoli dei rischi legati alla propria immagine.
Foto, video, registrazioni delle dirette o contenuti realizzati per una piattaforma possono infatti essere copiati, salvati o ricondivisi senza il consenso della persona che li ha creati.
Il problema diventa particolarmente serio quando un'immagine o un video a contenuto sessualmente esplicito, destinato a rimanere privato, viene pubblicato o diffuso senza il consenso della persona interessata.
Se ti trovi in questa situazione, la prima cosa da fare è non farsi prendere dal panico. Esistono strumenti per chiedere la rimozione dei contenuti e, in determinate situazioni, per rivolgersi anche al Garante per la protezione dei dati personali.
Quando si parla di pornografia non consensuale?
Il termine revenge porn viene comunemente utilizzato per indicare la diffusione senza consenso di immagini o video sessualmente espliciti destinati a rimanere privati.
Il nome può però essere fuorviante: non è necessario che alla base della diffusione ci sia una vendetta.
Il contenuto può essere pubblicato per ricattare, umiliare, molestare, danneggiare la reputazione della persona oppure semplicemente per ottenere attenzione o denaro.
Il punto fondamentale è un altro: la persona ritratta non ha dato il consenso alla diffusione del contenuto.
Questo è particolarmente importante per chi lavora come camgirl. Il fatto che una persona abbia prodotto volontariamente un'immagine, abbia effettuato una diretta oppure abbia inviato un contenuto privato a qualcuno non significa automaticamente aver autorizzato la successiva pubblicazione dello stesso contenuto online.
Se qualcuno pubblica le tue immagini, cosa devi fare?
La prima regola è semplice: non cancellare le prove.
Prima di chiedere la rimozione del contenuto è opportuno raccogliere tutte le informazioni possibili.
- salva l'URL della pagina sulla quale compare il contenuto;
- fai screenshot della pagina;
- annota il nome del profilo o dell'account che ha pubblicato il materiale;
- conserva la data e l'ora in cui hai scoperto la pubblicazione;
- conserva eventuali messaggi, minacce o richieste ricevute;
- se il contenuto compare su più piattaforme, annota tutti i relativi collegamenti.
Non è necessario diffondere ulteriormente il materiale per dimostrare che è stato pubblicato. L'obiettivo è raccogliere le informazioni necessarie per poter intervenire.
Chiedi immediatamente la rimozione alla piattaforma
Il primo intervento pratico consiste normalmente nel segnalare il contenuto alla piattaforma sulla quale è stato pubblicato.
Molti social network, siti e piattaforme dispongono di procedure specifiche per la segnalazione di immagini o video pubblicati senza consenso.
Nella segnalazione è importante spiegare chiaramente che:
- sei la persona raffigurata nel contenuto;
- non hai autorizzato la pubblicazione;
- il contenuto è stato pubblicato senza il tuo consenso;
- chiedi la rimozione del materiale e, quando previsto, il blocco di ulteriori pubblicazioni dello stesso contenuto.
Conserva anche la prova della segnalazione effettuata e le eventuali risposte ricevute.
E se qualcuno ti minaccia?
La situazione diventa ancora più delicata quando una persona utilizza le immagini per minacciarti o chiederti denaro, altri contenuti oppure prestazioni in cambio della mancata pubblicazione.
In questi casi non bisogna cedere al ricatto.
Conserva i messaggi, gli account utilizzati, gli indirizzi web, le eventuali richieste di denaro e ogni altra informazione utile.
Quando possono esserci gli estremi di un comportamento penalmente rilevante, è possibile rivolgersi anche alle autorità competenti, compresa la Polizia Postale.
Il Garante Privacy può aiutarti?
Sì, e questo è uno degli strumenti più importanti che è utile conoscere.
La normativa italiana consente a chiunque abbia un fondato motivo di ritenere che immagini, video, registrazioni audio o altri documenti informatici a contenuto sessualmente esplicito che lo riguardano possano essere diffusi senza consenso di effettuare una segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali.
Lo strumento può essere utilizzato anche prima che la diffusione avvenga, quando esiste un fondato timore che il materiale possa essere pubblicato.
Questo significa che, in determinate situazioni, non è necessario aspettare che le immagini finiscano pubblicamente online per chiedere tutela.
La segnalazione preventiva
Immaginiamo una situazione molto comune.
Una camgirl ha inviato privatamente una fotografia a una persona conosciuta online. Successivamente quella persona minaccia di pubblicarla su Internet.
La minaccia non dovrebbe essere sottovalutata.
In presenza dei presupposti previsti dalla normativa è possibile utilizzare l'apposito servizio del Garante per segnalare il rischio di diffusione.
La segnalazione deve indicare le piattaforme attraverso le quali si teme possa avvenire la diffusione e le ragioni che fanno ritenere concreto il pericolo.
Il Garante può quindi adottare un provvedimento nei confronti delle piattaforme coinvolte per cercare di impedire la diffusione del materiale.
Quanto tempo impiega il Garante?
L'articolo 144-bis del Codice in materia di protezione dei dati personali prevede che il Garante, ricevuta la segnalazione, decida entro 48 ore, salvo la necessità di acquisire ulteriori informazioni o integrazioni.
Questo strumento è stato pensato proprio per permettere un intervento rapido quando esiste il rischio concreto di diffusione di materiale sessualmente esplicito destinato a rimanere privato.
Essere camgirl cambia qualcosa?
No. Il fatto di lavorare come camgirl non significa perdere il diritto alla privacy.
Questo è un concetto che vale la pena sottolineare.
Una persona può scegliere liberamente di produrre contenuti erotici o sessualmente espliciti nell'ambito della propria attività professionale e, allo stesso tempo, non autorizzarne la diffusione al di fuori del contesto nel quale sono stati prodotti.
Per esempio, il fatto che un contenuto sia stato realizzato per una determinata piattaforma non significa automaticamente che possa essere copiato e ripubblicato su un altro sito.
Attenzione agli screenshot delle dirette
Uno dei problemi più difficili da controllare per chi lavora in webcam è la possibilità che qualcuno effettui screenshot o registrazioni durante una diretta.
Nessun sistema può garantire in maniera assoluta che un contenuto visualizzato online non venga copiato.
Per questo è importante considerare la sicurezza dell'immagine come parte integrante del lavoro.
Alcune precauzioni possono ridurre i rischi:
- utilizzare uno pseudonimo non collegato ai propri profili personali;
- evitare di mostrare informazioni che permettano di individuare la propria abitazione;
- non utilizzare lo stesso nickname dei propri account personali;
- prestare attenzione agli elementi visibili nello sfondo;
- limitare la quantità di informazioni personali condivise con gli utenti;
- utilizzare password robuste e autenticazione a due fattori quando disponibile.
E se le immagini sono già state pubblicate su più siti?
È possibile che un contenuto venga copiato rapidamente da una piattaforma all'altra.
Per questo motivo non è sufficiente controllare soltanto il primo sito sul quale è stato individuato.
Conserva gli URL dei diversi contenuti e procedi con le segnalazioni alle singole piattaforme.
Se la situazione è particolarmente grave, se sono presenti minacce o richieste estorsive oppure se la diffusione continua nonostante le segnalazioni, è opportuno valutare anche il ricorso alle autorità competenti.
Non vergognarti e non colpevolizzarti
Questo è forse il consiglio più importante.
Se qualcuno pubblica una tua immagine privata senza il tuo consenso, la responsabilità della diffusione non è della persona ritratta.
Aver realizzato una fotografia, averla inviata privatamente oppure aver partecipato a una diretta non equivale ad autorizzarne la successiva pubblicazione ovunque su Internet.
Il fatto che una persona lavori nel settore erotico non cancella il suo diritto alla riservatezza e alla protezione dei propri dati personali.
Come proteggersi prima che succeda qualcosa?
La prevenzione rimane comunque la strategia migliore.
Prima di iniziare a lavorare online è utile decidere quali informazioni personali si vogliono mantenere completamente separate dall'attività.
Un nickname dedicato, account separati, password sicure, autenticazione a due fattori e attenzione alle informazioni presenti nelle fotografie possono fare una grande differenza.
È inoltre importante conoscere in anticipo le procedure di segnalazione della piattaforma sulla quale si lavora, così da non doverle cercare proprio nel momento in cui si presenta un problema.
In conclusione
Lavorare come camgirl significa esporsi professionalmente attraverso Internet, ma questo non significa rinunciare alla propria privacy.
Se immagini o video vengono pubblicati senza consenso, è importante agire rapidamente, conservare le prove, segnalare il contenuto alla piattaforma e, quando ne ricorrono i presupposti, utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal Garante per la protezione dei dati personali.
Conoscere questi strumenti prima di averne bisogno è una delle forme più efficaci di prevenzione.
Nota: questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Le norme e le procedure delle piattaforme possono cambiare nel tempo. In presenza di una situazione concreta, soprattutto in caso di minacce, ricatti o diffusione di materiale, è opportuno rivolgersi alle autorità competenti o a un professionista qualificato.